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	<title>Giovanni Mancini&#039;s Web SiteSistemi Operativi</title>
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	<description>Tecnologia e Web 2.0. How To, appunti sparsi, opinioni.</description>
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		<title>Antivirus ClamWin a riga di comando</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[ClamWin]]></category>
		<category><![CDATA[Virus]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Scusa, ma hai scritto ANTIVIRUS&#8221;??? si&#8230; calma! Ok, ok&#8230;. GNU/Linux è il mio sistema operativo preferito. Tuttavia alcune volte, per necessità, non si può fare a meno di usare Windows. E di conseguenza, Windows non può fare a meno di un antivirus! Ma allora, visto che ci piace la filosofia open source, perchè non usare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2012/01/cw_logo.png"><img class="alignright size-full wp-image-1996" title="cw_logo" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2012/01/cw_logo.png" alt="" width="212" height="104" /></a>&#8220;Scusa, ma hai scritto ANTIVIRUS&#8221;??? si&#8230; calma!</p>
<p>Ok, ok&#8230;. GNU/Linux è il mio sistema operativo preferito. Tuttavia alcune volte, per necessità, non si può fare a meno di usare Windows. E di conseguenza, Windows non può fare a meno di un antivirus!</p>
<p>Ma allora, visto che ci piace la filosofia open source, perchè non usare un antivirus open source? Se poi si ha la possibilità di eseguirlo da riga di comando tanto meglio!</p>
<p>In questo articolo faccio vedere come usare l&#8217;antivirus ClamWin da command line. Ci tengo a precisare che quello che segue è riferito a Windows XP (per Windows Vista/7 cambiano i percorsi delle directory, ma con un pò di pazienza si riesce ad individuarli).</p>
<p><span id="more-1989"></span></p>
<p><em>ClamWin Free Antivirus</em> è un antivirus con licenza GNU GPL per Windows. E&#8217; basato su <a href="http://www.clamav.net/lang/en/" target="_blank">Clam AV</a> (antivirus open source molto diffuso per sistemi operativi derivati da Unix), ed è liberamente utilizzabile. E&#8217; possibile scaricare ClamWin da <a href="http://it.clamwin.com/" target="_blank">qui</a>. Attualmente la versione disponibile è la 0.97.3<br />
Questa è la schermata principale del programma:</p>
<p><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2012/01/clamw.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2033" title="clamw" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2012/01/clamw.jpg" alt="" width="511" height="393" /></a></p>
<p>Comprende scansioni pianificate, aggiornamento automatico, integrazione con Microsoft Outlook. L&#8217;unico difetto è che <em>ClamWin Free Antivirus</em> non include uno scanner in tempo reale basato sull&#8217;accesso ai file, cioé è necessario esaminare manualmente un file per rilevare un virus. Questo può essere giudicato un male, ma per certi versi anche un bene, giudicate voi (dipende da come e a cosa vi serve usare Windows). Tuttavia eliminerà gli allegati da email infette in maniera automatica. (Esiste anche una estensione per Firefox che controlla automaticamente i file scaricati con ClamWin: <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/fireclam/?src=api" target="_blank">Fireclam</a>)</p>
<p>Ok passiamo ai fatti e vediamo come usarlo da riga di comando.</p>
<p>Scarichiamo ed installiamo ClamWin (si aggiorna automaticamente appena terminata l&#8217;installazione).</p>
<p>Vediamo quali sono i passaggi per effettuare l&#8217;aggiornamento dal Prompt dei comandi di Windows. Creiamo un file di testo (con Blocco Note) e mettiamoci dentro:</p>
<pre># URL of server where database updates are to be downloaded from
# If this option is given multiple times, each will be tried in
# the order given until an update is successfully downloaded
DatabaseMirror database.clamav.net
# Number of times to try each mirror before moving to the next one
MaxAttempts 3</pre>
<p>Salviamo il file come freshclam.conf e mettiamolo nella directory di installazione di ClamWin. In Windows XP è C:\Programmi\ClamWin\bin</p>
<p>A questo punto possiamo eseguire l&#8217;aggiornamento. Apriamo il prompt e scriviamo:</p>
<pre>C:\Programmi\ClamWin\bin\freshclam.exe --datadir="C:\Documents and Settings\All Users\.clamwin\db" --config-file="C:\Programmi\ClamWin\bin\freshclam.conf"</pre>
<p>Come si vede, vanno specificate obbligatoriamente la directory del database e il file di configurazione appena creato.</p>
<p>Adesso invece vediamo come eseguire una scansione. Nel prompt digitiamo:</p>
<pre>C:\Programmi\ClamWin\bin\clamscan.exe --database="C:\Documents and Settings\All Users\.clamwin\db" --recursive C:\ --bell --show-progress --remove=yes</pre>
<p>Con questo comando eseguiamo la scansione di C:</p>
<p>Anche qui va passata obbligatoriamente la directory del database.</p>
<p>Spiegazione dei parametri:</p>
<ul>
<li>&#8220;recursive&#8221; permette di fare la scansione delle sottodirectory;</li>
<li>&#8220;bell&#8221; fa suonare il pc quando viene trovato un virus;</li>
<li>&#8220;show-progress&#8221; mostra il progresso di scansione per ogni file;</li>
<li>&#8220;remove=yes&#8221; elimina i file infetti (ATTENZIONE: elimina TUTTI i file infetti, da usare a vostro rischio e pericolo)</li>
</ul>
<p>Tutto qua. Se vogliamo, per comodità, possiamo creare un file batch per automatizzare il tutto. Creaiamo un file di testo e copiamoci dentro i due comandi visti sopra. Salviamo il file con estensione <em>.bat</em> ed il gioco è fatto. Basta farci doppio click e avremo aggiornamento e scansione.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Uno script di shell per realizzare backup</title>
		<link>http://www.giovanni.mancini.name/2011/11/02/uno-script-di-shell-per-realizzare-backup/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 20:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Scripting]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[rsync]]></category>
		<category><![CDATA[script]]></category>
		<category><![CDATA[shell]]></category>

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		<description><![CDATA[Realizzare uno script di shell non deve essere necessariamente difficile. Qui vediamo uno script che realizza un semplice sistema di backup. Sostanzialmente lo scopo è quello di copiare una directory in un&#8217;altra locazione. La cosa interessante è che questo script permette di &#8220;sincronizzare&#8221; le due directory: la prima volta fa una copia identica della directory [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Realizzare uno script di shell non deve essere necessariamente difficile. Qui vediamo uno script che realizza un semplice sistema di backup. Sostanzialmente lo scopo è quello di copiare una directory in un&#8217;altra locazione. La cosa interessante è che questo script permette di &#8220;sincronizzare&#8221; le due directory: la prima volta fa una copia identica della directory sorgente, le volte successive copia/aggiunge/rimuove solo i file che ne hanno bisogno. Ecco il codice:</p>
<p><span id="more-1906"></span></p>

<div class="wp_syntax"><div class="code"><pre class="bash" style="font-family:monospace;"><span style="color: #666666; font-style: italic;">#!/bin/sh</span>
<span style="color: #666666; font-style: italic;">#</span>
&nbsp;
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">if</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#91;</span> <span style="color: #660033;">-n</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;$1&quot;</span> <span style="color: #660033;">-a</span> <span style="color: #660033;">-n</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;$2&quot;</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#93;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">then</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">if</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#91;</span> <span style="color: #660033;">-d</span> <span style="color: #007800;">$1</span> <span style="color: #660033;">-a</span> <span style="color: #660033;">-d</span> <span style="color: #007800;">$2</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#93;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">then</span>
rsync <span style="color: #660033;">--recursive</span> <span style="color: #660033;">--times</span> <span style="color: #660033;">--perms</span> <span style="color: #660033;">--delete</span> <span style="color: #660033;">--exclude</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;~&quot;</span> <span style="color: #660033;">--exclude</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;*bak&quot;</span> <span style="color: #007800;">$1</span> <span style="color: #007800;">$2</span>
<span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">echo</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;Backup completato.&quot;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">elif</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#91;</span> <span style="color: #660033;">-d</span> <span style="color: #007800;">$1</span> <span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">&#93;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">then</span>
<span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">mkdir</span> <span style="color: #007800;">$2</span>
rsync <span style="color: #660033;">--recursive</span> <span style="color: #660033;">--times</span> <span style="color: #660033;">--perms</span> <span style="color: #660033;">--delete</span> <span style="color: #660033;">--exclude</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;~&quot;</span> <span style="color: #660033;">--exclude</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;*bak&quot;</span> <span style="color: #007800;">$1</span> <span style="color: #007800;">$2</span>
<span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">echo</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;Backup completato.&quot;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">else</span>
<span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">echo</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;Impossibile trovare la directory sorgente.&quot;</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">fi</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">else</span> 
<span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">echo</span> <span style="color: #ff0000;">&quot;Usage: $0 sorgente destinazione&quot;</span>
<span style="color: #7a0874; font-weight: bold;">exit</span>
<span style="color: #000000; font-weight: bold;">fi</span></pre></div></div>

<p>Per creare lo script basta selezionare tutto il testo, copiarlo in nuovo file e chiamarlo, per esempio, <em>backup.sh</em><br />
Dopodichè bisogna renderlo eseguibile con:<br />
<em>chmod +x backup.sh</em><br />
Per eseguirlo basta dare (dalla stessa directory in cui hai salvato lo script):<br />
<em>./backup.sh sorgente destinazione</em><br />
dove <em>sorgente</em> è la directory sorgente e <em>destinazione</em> è la directory di backup.</p>
<p>Adesso passo alla spiegazione del codice.<br />
La prima if verifica che siano passati due argomenti allo script; se così non è, viene stampato come eseguirlo.<br />
La seconda if verifica che entrambe le directory esistano, quindi viene usato rsync per copiare i file. Le date e i permessi originali vengono conservati. Fate attenzione all&#8217;opzione <em>delete</em> la quale cancella dalla directory di backup i file che non sono più nella directory sorgente (se volete conservare tutti i file, togliete questa opzione). Rsync non copia i file che terminano con una tilde o con &#8220;bak&#8221;, poichè essi sono file di backup, ed è inutile fare backup di backup.<br />
Nel caso esiste solo la directory sorgente, viene eseguito il ramo <em>elif</em>: viene creata la directory di backup e vengono copiati i file con rsync (identico a sopra).</p>
<p>Eseguito lo script abbiamo la directory di backup identica all&#8217;originale. Le esecuzioni successive copieranno solo i file che hanno bisogno di essere copiati.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le icone della Home, del Computer e del Cestino sul desktop di LXDE</title>
		<link>http://www.giovanni.mancini.name/2011/10/25/le-icone-della-home-del-computer-e-del-cestino-sul-desktop-di-lxde/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 17:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema]]></category>
		<category><![CDATA[Lubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[LXDE]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanni.mancini.name/?p=1936</guid>
		<description><![CDATA[LXDE non posiziona di default le icone della cartella Home, del Computer e del Cestino sul desktop. Vediamo come procedere manualmente. Come creare l&#8217;icona della HOME: creiamo un file sul desktop (facendo click con il tasto destro del mouse in un qualsiasi punto) e ci copiamo all&#8217;interno quello che segue: [Desktop Entry] Type=Application Icon=folder-home Name=Home [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LXDE non posiziona di default le icone della cartella Home, del Computer e del Cestino sul desktop. Vediamo come procedere manualmente.</p>
<p><strong>Come creare l&#8217;icona della HOME:</strong><br />
creiamo un file sul desktop (facendo click con il tasto destro del mouse in un qualsiasi punto) e ci copiamo all&#8217;interno quello che segue:</p>
<p><span id="more-1936"></span></p>
<p>[Desktop Entry]<br />
Type=Application<br />
Icon=folder-home<br />
Name=Home<br />
Name[it]=Home<br />
Comment=Open File Manager in your Home<br />
Categories=FileManager;<br />
Exec=pcmanfm %U<br />
StartupNotify=true<br />
Terminal=false<br />
MimeType=x-directory/normal;inode/directory;<br />
Encoding=UTF-8<br />
X-Desktop-File-Install-Version=0.11</p>
<p>Salviamo il file. A questo punto l&#8217;icona dovrebbe apparire.</p>
<p>&nbsp; </ br><br />
<strong>Come creare l&#8217;icona del Computer:</strong><br />
Creiamo un file e copiamoci dentro quello che segue:</p>
<p>[Desktop Entry]<br />
Type=Application<br />
Icon=computer<br />
Name=Computer<br />
Name[it]=Computer<br />
Comment=Open File Manager in your Computer<br />
Categories=FileManager;<br />
Exec=pcmanfm computer:///<br />
StartupNotify=true<br />
Terminal=false<br />
MimeType=x-directory/normal;inode/directory;<br />
Encoding=UTF-8<br />
X-Desktop-File-Install-Version=0.11</p>
<p>salviamo.</p>
<p>&nbsp; </ br><br />
<strong>Come creare l&#8217;icona del Cestino:</strong><br />
Creiamo un file e copiamoci dentro quello che segue:</p>
<p>[Desktop Entry]<br />
Type=Application<br />
Icon=user-trash<br />
Name=Trash<br />
Name[it]=Cestino<br />
Comment=Open File Manager in your Trash<br />
Categories=FileManager;<br />
Exec=pcmanfm trash:///<br />
StartupNotify=true<br />
Terminal=false<br />
MimeType=x-directory/normal;inode/directory;<br />
Encoding=UTF-8<br />
X-Desktop-File-Install-Version=0.11</p>
<p>Salviamo.</p>
<p>Abbiamo terminato. Tutte le icone sono pronte.<br />
La procedura è stata da me testata su Lubuntu 11.10</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Partizioni, queste sconosciute&#8230;</title>
		<link>http://www.giovanni.mancini.name/2011/02/23/partizioni-queste-sconosciute/</link>
		<comments>http://www.giovanni.mancini.name/2011/02/23/partizioni-queste-sconosciute/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 09:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[GPT]]></category>
		<category><![CDATA[Hard Disk]]></category>
		<category><![CDATA[MBR]]></category>
		<category><![CDATA[Partizione]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema operativo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanni.mancini.name/?p=1850</guid>
		<description><![CDATA[Breve guida di sopravvivenza alle partizioni di un disco fisso. Iniziamo con la definizione di partizione fornita da Wikipedia: &#8220;La partizione in informatica consiste nella suddivisione di un&#8217;unità fisica (per esempio un hard disk) in più unità logiche&#8221;. Un hard disk può avere al massimo quattro partizioni primarie. Tale limite è imposto dalla struttura dell&#8217;MBR [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; margin-left: 5px;" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2011/02/hdd.jpg" alt="hdd" />Breve guida di sopravvivenza alle partizioni di un disco fisso.<br />
Iniziamo con la definizione di <strong>partizione</strong> fornita da Wikipedia: <em>&#8220;La <strong>partizione</strong> in informatica consiste nella suddivisione di un&#8217;unità fisica (per esempio un hard disk) in più unità logiche&#8221;</em>.<br />
Un hard disk può avere al massimo <span style="text-decoration: underline;">quattro</span> <strong>partizioni primarie</strong>. Tale limite è imposto dalla struttura dell&#8217;<strong>MBR (Master Boot Record)</strong>, cioè i primi 512 Byte del disco. Da notare, inoltre, che l&#8217;attuale MBR non può gestire più di 2 TB di spazio.<br />
Ma cosa sono le partizioni primarie?<br />
Una <strong>partizione primaria</strong> è una partizione che può contenere sistemi operativi e dati. E&#8217; chiaro che avere al massimo 4 partizioni primarie è abbastanza limitativo.</p>
<p><span id="more-1850"></span></p>
<p>Per superare questo limite esistono le <strong>partizioni estese</strong>: si tratta informalmente di un contenitore che si può suddividere creando un numero (illimitato) di <strong>partizioni logiche</strong>.<br />
E&#8217; chiaro quindi che una partizione estesa non contiene direttamente dati, ma bisogna creare partizioni logiche al suo interno.<br />
Nello schema di partizionamento del disco è possibile avere <span style="text-decoration: underline;">una sola</span> partizione estesa con tante partizioni logiche all&#8217;interno.</p>
<p>Passiamo ora alle <strong>partizioni logiche</strong>.<br />
Le partizioni logiche vengono usate come le partizioni primarie (vedi sopra), con la differenza che vengono create tutte dentro una partizione estesa e le loro descrizioni non si trovano nell&#8217;MBR (ciò vuol dire che non sono avviabili direttamente). Dunque tali partizioni possono contenere dati e sistemi operativi (GNU/Linux o Windows NT possono essere installati in partizioni logiche, ma poichè esse non sono avviabili direttamente, è consigliabile installare Windows in partizioni primarie. Per quanto riguarda GNU/Linux, creare una partizione primaria per la partizione di swap è uno spreco, dato che la partizione di swap può essere anche logica, e quindi si risparmia una partizione primaria che può essere utilizzata per altri scopi.)</p>
<p>Il nuovo che avanza.<br />
Oggi esiste un nuovo sistema di partizionamento chiamato <strong>GPT (GUID Partition Table)</strong> che permette di superare abbondantemente il limite delle 4 partizioni primarie. Si tratta di uno standard per la definizione della partition table su un disco fisso.<br />
Per maggiori informazioni su GPT si faccia riferimento alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GUID_Partition_Table" target="_blank">pagina</a> di Wikipedia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Disponibile la prima release di LibreOffice</title>
		<link>http://www.giovanni.mancini.name/2011/01/26/disponibile-la-prima-release-di-libreoffice/</link>
		<comments>http://www.giovanni.mancini.name/2011/01/26/disponibile-la-prima-release-di-libreoffice/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 18:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[LibreOffice]]></category>
		<category><![CDATA[OpenOffice.org]]></category>

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		<description><![CDATA[The Document Foundation (TDF) ha distribuito la prima build stabile del fork di OpenOffice.org (la famosa suite d&#8217;ufficio open source) chiamata LibreOffice. The Document Foundation nasce da un gruppo di membri della comunità di OpenOffice.org, i quali dopo i rapporti contrastanti tra Oracle e il Software Libero, hanno deciso di dar vita (per l&#8217;esattezza un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Document Foundation (TDF) ha distribuito la prima build stabile del fork di OpenOffice.org (la famosa suite d&#8217;ufficio open source) chiamata <b>LibreOffice</b>.<br />
The Document Foundation nasce da un gruppo di membri della comunità di OpenOffice.org, i quali dopo i rapporti contrastanti tra Oracle e il Software Libero, hanno deciso di dar vita (per l&#8217;esattezza un fork) a una suite indipendente e slegata dagli interessi di una singola azienda.<br />
<b>LibreOffice</b> è una suite di produttività personale per Windows, Macintosh e GNU/Linux, comprendente un word processor, un foglio di calcolo, un&#8217;applicazione per le presentazioni, un&#8217;applicazione per i diagrammi, un editor di equazioni matematiche e un front-end per i database. I nomi di tali applicazioni sono identici a quelli forniti da OpenOffice (Writer, Calc, Inpress, ecc), ma le modifiche ci sono e non sono poche a cominciare dal lavoro di ripulitura del codice sorgente eseguito con l&#8217;obiettivo di migliorarne il mantenimento e la leggibilità.<br />
E&#8217; possibile scaricare la prima versione stabile di LibreOffice (versione 3.3) dal <a href="http://www.libreoffice.org/" target="_blank">sito ufficiale</a> dove si possono trovare ulteriori informazioni sul progetto e sul suo futuro.</p>
<div><img title="LibreOffice" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2011/01/libre.jpg" alt="LibreOffice" width="413" height="318" /></div>
<p></p>
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		<title>Rilasciata Arch Linux 2010.05</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 17:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Arch Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata rilasciata Arch Linux 2010.05, questa la pagina ufficiale per il download. Per chi non la conoscesse Arch Linux è una distribuzione veloce, leggera, flessibile e scalabile; i pacchetti sono precompilati per architetture i686 e x86-64 e gestiti da Pacman (PACkage MANager) che riassume le stesse funzionalità di dpkg e apt-get presenti nelle distro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px;" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/arch.png" alt="arch" />E&#8217; stata rilasciata Arch Linux 2010.05, <a href="http://www.archlinux.org/download/" target="_blank">questa</a> la pagina ufficiale per il download.<br />
Per chi non la conoscesse Arch Linux è una distribuzione veloce, leggera, flessibile e scalabile; i pacchetti sono precompilati per architetture i686 e x86-64 e gestiti da Pacman (PACkage MANager) che riassume le stesse funzionalità di <i>dpkg</i> e <i>apt-get</i> presenti nelle distro debian based. In più, Arch Linux è dotata di un sistema di ports sullo stile BSD, chiamato ABS (Arch Linux Build System).<br />
Si tratta di una distribuzione per power user che segue la filosofia <b>KISS</b> (Keep It Simple, Stupid), ossia un invito a evitare complicazioni (questo non significa che sia facile da installare o da usare). Proprio per la sua filosofia minimalista, la distribuzione non incorpora nessuno strumento di configurazione automatica.<br />
Un altro vantaggio di Arch rispetto ad altre distribuzioni è la sua natura <b>rolling release</b>, ciò significa che viene portato avanti un unico ramo di sviluppo e, una volta installata, il proprio sistema si aggiorna con esso. Insomma, <i>&#8220;installa una volta, aggiorna per sempre&#8221;</i>.<br />
Questa distribuzione è rivolta a utenti smaliziati o a coloro che vogliono cimentarsi per imparare a fondo come è fatto un sistema GNU/Linux.</p>
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		<title>Guida all&#8217;installazione di Lubuntu 10.04</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 13:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Lubuntu è una versione di Ubuntu basata sul desktop environment LXDE, ideale per pc datati, netbook e dispositivi mobili. Il 3 maggio è stata rilasciata Lubuntu 10.04 in versione &#8220;beta stabile&#8221;, ossia una versione che ancora non si può definire &#8220;ufficiale&#8221; ma comunque usabile. I requisiti minimi per utilizzarla sono veramente esigui: solo 128 MB [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; margin-left: 5px;" src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/Lubuntu.png" alt="Lubuntu" />Lubuntu è una versione di Ubuntu basata sul desktop environment LXDE, ideale per pc datati, netbook e dispositivi mobili.<br />
Il 3 maggio è stata rilasciata Lubuntu 10.04 in versione &#8220;beta stabile&#8221;, ossia una versione che ancora non si può definire &#8220;ufficiale&#8221; ma comunque usabile.<br />
I requisiti minimi per utilizzarla sono veramente esigui: solo 128 MB di ram! Tuttavia per installare il sistema dal live cd (come spiegato in questo articolo) sono necessari 160 MB.<br />
Da notare che Lubuntu 10.04 non è una LTS (Long Term Suport) version: è supportata fino ad aprile 2012.<br />
Ok siamo pronti per iniziare.<br />
Per prima cosa procuriamoci il cd da <a href="http://lubuntu.net/" target="_blank">qui</a>. Possiamo utilizzare sia il download diretto sia scaricare l&#8217;immagine del cd via torrent (scelta consigliata sia per non intasare i server sia per uno scaricamento più rapido).<br />
Una volta terminato il download possiamo masterizzare il nostro cd.<br />
Nota importante: in questa guida viene considerata solo la situazione in cui si installa Lubuntu in un pc privo di altri sistemi operativi. Tuttavia, l&#8217;installazione in dual boot con altri sistemi non presenta grandi difficoltà, bisogna solo stare attenti con le partizioni del disco. Se sul vostro sistema è già presente Windows e volete far convivere i due sistemi, ricordate di fare una deframmentazione prima di procedere all&#8217;installazione di Lubuntu.</p>
<p><span id="more-1733"></span></p>
<p>La prima cosa da fare è far avviare il computer dal lettore cd/dvd. Con il cd nell&#8217;unità ottica, avviamo il computer. Alla schermata del bios entriamo nelle configurazioni: di solito per entrare nel menu del bios bisogna premere un tasto particolare, potrebbe essere &#8220;F2&#8243;, oppure &#8220;F12&#8243; oppure &#8220;Canc&#8221;. Se non sappiamo quale tasto della tastiera premere scopriamolo leggendolo il manuale della nostra scheda madre. Alcune volte proprio la schermata del bios fornisce questa informazione con diciture del tipo &#8220;Press DEL to enter SETUP&#8221;. Una volta entrati nel menu del bios scegliamo una voce simile a &#8220;boot options&#8221; o qualcosa del genere, e cambiamo le priorità di avvio: mettiamo al primo posto il nostro lettore cd/dvd. Salviamo e chiudiamo. Il pc si riavvierà.<br />
La prima schermata che appare è questa:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-1.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-1.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
dal menu scegliamo Italiano e premiamo Invio. Alla schermata successiva scegliamo &#8220;Try Lubuntu without installing&#8221; così possiamo provare il sistema senza scrivere nulla sull&#8217;hard disk. Possiamo decidere se ci piace e se l&#8217;hardware viene riconosciuto, poi con calma possiamo installarlo:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-2.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-2.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
attendiamo qualche istante che il sistema si carichi così da arrivare al desktop:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-3.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-3.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Facciamo qualche prova, apriamo qualche menu, insomma diamo un&#8217;occhiata da vicino a quello che poi installeremo. Una volta presa la decisione, passiamo all&#8217;installazione. Facciamo doppio click sull&#8217;icona &#8220;Installa Lubuntu 10.04&#8243; sul desktop e ci apparirà la schermata di benvenuto:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-4.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-4.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Scegliamo la nostra località, anche se quella impostata in automatico già dovrebbe andar bene:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-5.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-5.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Scegliamo la tastiera italiana e facciamo qualche prova premendo dei tasti a caso. Quando siamo pronti facciamo click su Avanti:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-6.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-6.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Ora arriva il momento delicato: la fase di preparazione dell&#8217;hard disk. Scegliamo &#8220;Specifica manualmente le partizioni (avanzato)&#8221;:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-7.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-7.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
(Attenzione: se avete intenzione di fare un dual boot configurate al meglio le vostre partizioni. Ripeto: io sto supponendo che sul pc non ci siano altri sistemi operativi che conviveranno con Lubuntu)<br />
Procediamo creando almeno due partizioni (come in figura): una partizione di <b>swap</b> da 512 MB e la partizione <b>/</b> con file system ext4: </p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-8.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-8.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Inseriamo il nostro nome e la password (due volte per sicurezza):</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-9.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-9.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Controlliamo bene nella schermata riepilogativa se tutto è ok come lo vogliamo e facciamo click su &#8220;Installa&#8221;:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-10.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-10.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
L&#8217;installazione non dura a lungo, ma dipende comunque dalla potenza del vostro hardware:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-11.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-11.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
A installazione completata facciamo click su &#8220;Riavvia ora&#8221;:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-12.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-12.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
Ci verrà chiesto di togliere il cd dal lettore e premere Invio. Quando il pc si riavvia, per comodità possiamo rientrare nel bios e ripristinare l&#8217;ordine di boot come era originariamente: adesso possiamo far avviare il sistema dall&#8217;hard disk.<br />
Alla schermata di login inseriamo il nostro nome utente:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-13.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-13.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
e la nostra password:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-14.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-14.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
E finalmente abbiamo terminato. Ora possiamo goderci il nostro nuovo sistema operativo:</p>
<div align="center"><a href="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-15.jpeg"><img src="http://www.giovanni.mancini.name/wp-content/uploads/2010/05/lubuntu-15.jpeg" alt="Lubuntu" width="433" height="298" title="Lubuntu" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
L&#8217;installazione di Lubuntu non presenta particolari difficoltà. La procedura è identica in tutto e per tutto all&#8217;installazione di Ubuntu, con pochi passi da seguire, semplici e chiari. L&#8217;unica parte un pò delicata è la fase di partizionamento dell&#8217;hard disk. Se avete già un altro sistema sul pc fate bene attenzione a ciò che fate. In questa guida ho specificato &#8220;almeno 2 partizioni&#8221; ma qualcuno potrebbe scegliere di crearne di più. Ad esempio potrebbe essere una buona idea quella di creare una partizione anche per la home.<br />
Spero che questa guida possa essere d&#8217;aiuto a qualcuno che si avvicina per la prima volta al mondo GNU/Linux.<br />
Godetevi il vostro nuovo sistema operativo! <img src='http://www.giovanni.mancini.name/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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